sabato 26 novembre 2011

Ammerrigan Ovvov Stori: un paio di considerazioni


Uno non fa a tempo ad autocompiacersi per aver individuato, nel giro di pochi mesi, delle serie tivì davvero cazzute che subito scatta il momento "smartellata sui marroni".
Col termine cazzuta, mi riferisco a quella che non ho paura di definire la miglior serie degli ultimi dieci anni: Breaking Bad, e che ha scalato, nella mia personale classifica, posizioni già radicalizzate da anni, fino a piazzarsi direttamente dietro a quella che non potrà mai essere surclassata, ossia X-Files. Bando alle ciance, Breaking Bad non ha solo il pregio di portare in evidenza temi che di solito appartengono a un pianeta più poliziesco, più action sia sul piccolo che sul grande schermo, ma mescola implicazioni sociali al più puro dramma, spesso, ma non in modo comune, commovente.
Inutile parlare di un soggetto che, nelle quattro stagioni visionate e per ora disponibili (al momento è prevista una quinta e ultima per l'anno prossimo), si rinnova e non stanca mai, pur mantenendo la congiunzione con un memorabile spunto iniziale, superfluo celebrare una sceneggiatura impeccabile, intelligente, toccante e al contempo non convenzionale, le parole non basterebbero. Il cast formidabile, supportato da un Bryan Cranston che, non per niente, ha invaso le ultime pellicole cinematografiche, da Contagion a Drive, coinvolge e affascina a ogni rinnovarsi di stagione, mettendo in crisi lo spettatore più fissato per la scelta del preferito.

Ma torniamo pure al tema iniziale: telefilm di merda.

Non mi voglio nemmeno soffermare sull'argomento The Walking Dead, già da me ampliamente discusso e cagacazzato l'anno scorso con la prima stagione (ma se siete curioserrimi di sapere cosa ne pensavo lo trovate qui e qui). Impossibile superare le prime quattro puntate di questa season two, ridicole già dopo il secondo episodio con quel cervo che, grazie a Jesus, almeno lui è morto mentre, per tutti gli altri protagonisti non ci resta che pregare.

Quello su cui ho deciso di spendere due paroline è l'ultimo nato in casa Murphy-Falchuk: American Horror Story.

Insomma, con un titolo poco borioso come questo è normale aspettarsi, come minimo, di cagarsi in mano dalla paura, e di farlo anche applaudendo (con le conseguenze che ci si può aspettare da tale azione), invece già con il termine della prima puntata mi ritrovo a domandarmi per chi mi abbiano preso questi due signori della fiction.
Essì, in quanto - non ve l'ho mai rivelato - ma nel mio piccolo mondo antico Nip/Tuck ha significato moltissimo. Le sei stagioni portate avanti dal diabolico binomio Murphy-Falchuk hanno a suo tempo segnato un'importante linea di demarcazione nell'universo seriale. Trovandosi sempre in bilico tra il poter diventare davvero ridicolo e l'essere perfetto proprio per le sue esasperazioni, il prodotto (probabilmente dei lombi di qualcuno) Nip/Tuck si rivelerà negli anni un piatto ideale per i golosoni di ossessioni, manie, dramma e operazioni estreme come la sottoscritta. Insomma, se l'avete seguito sapete di cosa parlo.
I due folli ideatori, dopo essere passati attraverso Glee (ammetto di non averlo mai visto e di non poter giudicare però... eccheccazzo!) ritornano quindi con questa storia di orrore americana.

Americana perché? Perché racconta di una famiglia americana benestante, genitori giovanili, fichi come "attori", con una figlia cessa, vestita come mia nonna. Madre tormentata dalla recente perdita di un figlio quasi a ridosso del parto, padre psichiatra di successo, erotomane che, ahilui, è costretto a farsi la segretaria per alleviare la solitudine genitale successiva all'aborto della moglie, figlia adolescente grunge a cui nessuno ha rivelato che Cobain è morto nel '94, con i soliti problemi di disagio, anticonformismo, depressione e vestiti tremendamente passati di moda. Un quadro completo che si trasferisce per "cambiare aria" sulla soleggiata West-Coast in una casa che è un affarone economico ma si rivela ben presto non esserlo altrettanto per la vivibilità. Strano perché la struttura vittoriano-gotica, il giardino incolto e inselvatichito e il fatto che la casa sia stata teatro di un omicidio-suicidio non lo farebbero sospettare affatto!

Horror perché? Perché c'è una vicina di casa (Jessica Lange) ossessionata dalla casa dei nuovi arrivati che si intrufola ovunque appena possibile, la stessa ha una figlia affetta dalla sindrome di down (ma pare la più intelligente del gruppo) altrettanto iper-presente. C'è un tipo tutto completo nero, cappellaccio nero - insomma uno jettatore come pochi - che appare e riappare con l'intenzione di spaventare e mettere in guardia il capofamiglia (naif e inconsapevole, povero lui!) e un paziente dello psichiatra che muore dalla voglia di veder scorrere tanto, ma tanto sangue. E poi c'è la casa. Una casa che nasconde ben più segreti (uuuuhhhh!!) di quanti vengano accennati già alla prima puntata, soprattutto in cantina, pensate un po'.


Mi state prendendo per il culo? Cioè, signor Murphy e signor Falchuk se volevate generare una serie (tra l'altro a mio parere girata in un modo troppo schizofrenico, troppo macchinoso e quasi telefonato tra una scena e l'altra) per quei cazzo di bimbiminchia americani e nostrani, potevate anche avvisare. Perché non so immaginare nessun altro che possa rimanere affascinato o addirittura spaventato dalle atmosfere palesemente ribadite all'ennesima potenza anche in questa produzione. Anche i conflitti coniugali che diventano pretesto per alcune situazioni simil-horror appaiono - soprattutto agli aficionados del duo creatore di Nip/Tuck - ormai una reiterata sceneggiata da soap-opera, nemmeno troppo credibile.

Ma forse il problema è proprio quello del target. Se l'offerta del mercato è quella che ormai accontenta solo una generazione di ignoranti (perché ignorano), deficienti (perché defecano) e paraculi della società allora okay, non proferirò più verbo.
Staremo a vedere con la seconda puntata - se e quando avrò voglia di visionarla - se dovrò rimangiarmi tutto quello che ho detto e fare ammenda o se qualcosa di giusto nel mio infinito sproloquio c'è.
Vorrei proprio sapere se in mezzo a voi c'è qualcuno che l'ha visto e cosa ne pensa (se la pensate in modo diverso dalla sottoscritta siete dei fottuti stronzi, ma va bene lo stesso :D), sarei ben lieta di scambiare qualche opinione.

7 commenti:

  1. A casa nostra c'è Ford che la pensa come te e io che penso che sia un "produttucolo" guardabile ma molto prevedibile e per niente pauroso.
    Certo non è PROPRIO la migliore serie, ma ce ne sono anche di MOLTO peggiori.

    RispondiElimina
  2. Eh, ci hai proprio ragione... ci sono certe atmosfere ben riuscite, ma storia e personaggi si presentano molto, come dire, yawn...

    Simone

    RispondiElimina
  3. breaking bad e nip/tuck sono capolavori di serie, e fin qui nessun dubbio.
    ma pure american horror story si difende bene e se tutti i telefilm per i bimbiminkia sono così, allora viva i bimbiminkia! :)

    RispondiElimina
  4. Cyb, sapevo già da tempo che eri una mente illuminata, ma dopo Melancholia e American horror story non ho più alcun dubbio.

    Questa serie fa CAGARE.
    A spruzzo.
    E non fa paura neanche al più sfigato dei bimbiminkia.

    Tranne Cannibale. ;)

    RispondiElimina
  5. @Julez: ho premesso infatti che mi sono fermata alla prima puntata e quindi gli dò ancora una possibilità, però non ci metto la mano sul fuoco...
    Che ci sia di peggio è poco ma sicuro, uno su tutti: TWD!

    @Corà: penso sia tu questo Simone. Per me è proprio che "certe atmosfere" che dici tu, sono fatte per chi, buon per lui, non le ha ancora vissute in altri prodotti. Il fatto è che qui sono riproposte senza un minimo di originalità.

    @Cannibale: io vorrei che Breaking Bad lo vedessero tutti per capire cosa intendo. Certo non si può dire che AHS si fatto male, è sempre un lavoro molto curato, e forse è proprio questo che ne evidenzia i difetti! :)

    @Ford: ahahaah! il fatto è che sia Melancholia che AHS hanno lo stesso problema: si prefiggono di mostrarti "cose che voi umani non avete mai visto" con arroganza e supponenza, quando, per mia fortuna sia da un punto di vista personale che da quello delle info acquisite tramite i media, certe cose mi lasciano vuota, invece di insegnarmi qualcosa...
    Comunque sia a spruzzo, sempre e comunque! :D

    RispondiElimina
  6. Ho visto solo la prima puntata e mi ha lasciato parecchio perplessa. Una sorta di copia mal riuscita di "Twin Peaks" e decisamente più noiosa. Mollata dopo la prima puntata

    RispondiElimina
  7. Ciao son arrivata qui quasi per caso!
    Premettendo che nn sono una fan di TF (ma il mio ragazo sì) sto guardndo AHS in visione collettiva, assieme, agi amici. Ho quasi finito la stagione, e paura ne fa pochina, ma di risate ne regala tante. Man mano che la storia prosegue i colpi di scena aumentano, magari telefonati ma a me diverte.

    Breaking Bed: vi prego, sento dire da tutti che è bellissima. Ho visto i primi 3 episodi e mi sono annoiata a morte: davvero devo continuare? C'è la puntata di svolta dopo la quale mi prenderà davvero?

    RispondiElimina

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails